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domenica 29 gennaio 2012

Tra mode e omologazione vince l'inventiva!

“Siamo donne, oltre alle gambe c’è di più”.   Sebbene mie care questa frase possa essere valida in ogni caso, mi rendo conto per alcune non sia poi così importante COLTIVARE questo “di più”. Ovviamente lungi da me dare il via ad una riflessione filosofica a riguardo, ma posso piuttosto parlarvi di quello che mi è vicino. È vero che un libro non si giudica dalla copertina, ma spesso guardandomi in giro vedo ragazzine o donne adulte seguire mode, perché di mode si parla, senza curarsi minimamente del perché o del per come quel determinato atteggiamento sia poi diventato di moda.
È una cosa ormai molto diffusa, vedere per strada ragazzi indossare indumenti punk rock o dark giusto per omologazione, senza neppure l’interesse di informarsi per capire da cosa sia nato questo modo di vestire. Mi sono sempre schierata apertamente contro l’omologazione, che nel mondo del fashion diventa spesso mera moda priva di fondamento. In un mio pezzo dell’anno scorso ho apertamente criticato gli emo e i dark e, come prevedibile, sono stata ampiamente criticata da chi non ha capito che la mia riflessione, senza dubbio tagliente me ne rendo conto, non si riferiva al mondo delle tribù metropolitane, ma a chi si accosta a queste solo per moda.
La mia città mi offre infiniti esempi di mera omologazione. Spesso ci si dimentica però che il vero glamour, la vera arte del vestire nasce da idee innovative. Vediamo per strada una ragazza con il maglioncino sulle spalle e con le maniche legate dietro la schiena e il giorno dopo tutte le ragazze sono con il maglioncino sulle spalle con le maniche legate dietro e non pensiamo magari al fatto che la prima a farlo lo abbia fatto per evitare che le volasse in una giornata ventosa. Oppure portiamo la borsa bloccata a metà braccio (nel solco tra bicipite e avambraccio, giusto per capirci) senza sapere che non è nata come moda ma come una posizione antiscippo, perché tendendo il braccio piegato la borsa è più difficile da sfilare via. Eh già,chi l’avrebbe mai detto, quella che oggi è moda ha una sua ragione d’essere e spesso è stata addirittura “creata” con tutt’altro scopo rispetto a quello della semplice estetica.
Passiamo ora a trattare un argomento opposto, perché ho pronte paio di frecciatine. Potevo limitarmi ad attaccare solo le fashion victim? Assolutamente no! E su queste basi arriviamo di volata alla fashion killer di questa settimana, che vi descriverò senza ulteriori indugi. Oggi infatti vi parlo di una donna di mezza età alta u metro e una briciola con:
capelli biondo/giallo con invidiabilissimo taglio alla mocio Vileda, camicia bianca rigorosamente non sagomata,  gonna nera in stile sacco di spazzatura lunga fino ai piedi, tacchi alti che mi lasciano riflettere sul fatto che anche quella “briciola” in più di altezza fosse solo un’illusione ottica mal riuscita ed infine il pezzo forte: trench fuxia lungo al ginocchio.

Io ho detto tutto e penso che ogni parola a questo punto sarebbe solo di troppo. Baci mie care!

venerdì 16 dicembre 2011

Il mio articolo più "anziano"..spero vi piaccia!

Che stiate passeggiando in una città piccola come la mia o per una delle più grandi metropoli del mondo, quello che salta subito agli occhi, per quanto banale, è che ogni giorno si ha a che fare con persone diversissime tra loro. C’è chi ama lo sport, chi la lettura, chi la politica. Ecco, io ho una passione viscerale per la moda. Cammino per strada, vado all’università, frequento locali ed inevitabilmente l’occhio mi cade sulle più o meno opinabili scelte stilistiche di chi mi circonda.
Ovviamente non sono un guru della moda, ma sono un’amante del buon gusto e come tale spesso resto colpita dalle numerose cadute di stile di molti miei coetanei che bestemmie a parte (ormai diventate un vero e proprio „must“) cercano spesso modi particolari per far risaltare la loro personalità. D’altra parte, è anche vero che a Messina non ci sono tutti questi esempi di buon gusto tanto nel comportarsi quanto nel vestire e anche la scelta di negozi accessibili a tutti i target è piuttosto limitata.
In linea di massima, ci si limita a comprare nei negozi più o meno alla portata di tutti. Questi ultimi a onor del vero offrono linee abbastanza attuali, e anche in questo caso bisogna saper scegliere. Ma se tutta Messina compra negli stessi, pochi negozi qual è il risultato? E’facile, praticamente diventa „la città dei replicanti“: diverso il fisico, diversa la faccia, ma i vestiti sono gli stessi. Vorrei proprio chiedere alle mie lettrici, quante di voi hanno il classico maglione di Zara in svariati colori? E l’intimo di Tezenis? O le borse Carpisa? Quasi tutte immagino. Ora, parlando di moda, non posso astenermi dal segnalare non tanto delle famosissime “fashion victim” (vittime della moda, letteralmente) quanto piuttosto quelle che io definisco “fashion killer”.
In particolare, mi riferisco a coloro che semplicemente ignorano ogni richiamo al buon gusto. Recentemente ad esempio, ho visto ragazze con leggins e zainetti zebrati e pelosi ed altri improbabili indumenti girare per le vie della mia città. Da quel giorno un dubbio mi tormenta: dove, dove hanno trovato “cose” del genere? Forse esiste in città un negozietto degli orrori del quale sono all’oscuro? In ogni caso, l’unica cosa che mi è venuta in mente dopo lo sgomento è stata: „Va bene la libertà di espressione, posso anche chiudere un occhio per le ragazze che in discoteca indossano delle magliette come se fossero vestiti lasciando molto poco all’immaginazione, ma le ragazze zebra proprio no!!“.
Questa era una piccola pillola tratta dalla mia rubrica "Moda Smodata"...presto pubblicherò qualcosa di più nuovo..I promise!!
Baci Giò